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TORRE MATTONI  
   

Fra le tante torri fatte erigere dai viceré lungo tutte le coste del Regno di Napoli, nel mal riuscito tentativo di arginare le incursioni turche e corsare provenienti dal mare, interessantissima è Torre Mattoni. Riguardo alla particolare tipologia in cui questa torre potrebbe rientrare, non sono presenti

in questo edificio elementi sufficienti per una classificazione specifica almeno nei riguardi delle torri costiere del solo Regno di Napoli. di censimento, per queste zone dovuti a Faglia (Faglia, passim [1970-74-­75-78]), sono state rilevate delle affinità tipologiche parziali, connesse principalmente a differenti e non contigui tratti costieri; ma resta comunque un cospicuo numero di esempi non rientrati in nessuna delle classificazioni fin qui operate: né fra le torri tipiche del Regno, con base a scarpa e caditoie in numero variabile, né completamente fra quelle dell'area di Nardò, a cui pure Torre Mattoni può essere avvicinata per forma e dimensioni. Un accostamento più sostanziale, per molteplici aspetti, è possibile fare con gran parte delle torri in difesa del litorale laziale, fatte erigere nello stesso periodo dallo Stato della chiesa (De Rossi 1974). Già per dimensioni simili a molte di esse, Torre Mattoni vi è accomunata per la fondamentale caratteristica del rivestimento esterno in mattoni; inoltre quelli che nelle torri laziali sono i beccatelli di sostegno delle caditoie, in questa si riducono a poche mensole angolari, ma di uguale dimensionamento e posizione, anche se qui sostenevano con ogni probabilità piazzole avanzate di avvistamento. Distante 300 metri dal mare, su una duna sabbiosa in origine deserta e rimboschita da un trentennio, Torre Mattoni dà l'immediata sensazione di una l'orina avendo infatti una larghezza al terreno di mt. 13x13 e analoga altezza. Si eleva con una base piena per circa metà dell'intera altezza, scarpata fino al primo dei due torri in pietra fungenti da marapiano. Dall'ingresso a N-O a quota elevata, raggiungibile con scale volanti, si accede in un primo vano centrale di ridotte dimensioni che aveva funzioni di collegamento fra i due piani di vita, e delle cui strutture di salita nulla è rimasto. Ai lati di questo vi sono due locali di poco più grandi mentre di fronte, verso mare, si accede nell'ambiente maggiore, divenuto vano unico col soprastante per il crollo della volta a botte intermedia. Vi è a questo primo livello un'apertura con altezza d'uomo dal primitivo pavimento nella parete a N-E, e così al piano superiore verso mare, insieme a 5 finestre su tre lati e un camino sul lato S-O.

tratto da " Marina di Ginosa " di Nicola Tamborrino

 
   
Torre di Bradano e lago Salinella
   
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